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Pessach: la Pasqua Ebraica

Con il mese di Nissan inizia l'anno religioso, In questo mese i nostri padri furono liberati dalla schiavitù dell'Egitto, nel mese di Nissan diventammo nazione. Nel mese di Nissan, quindi, inizia la festività di Pessach, memoriale di tutti questi eventi.
Pessach non è una pia commemorazione di eventi lontani: è invece un'esperienza. La Pasqua invita ogni ebreo a partecipare oggi a un evento fondamentale per lui, per il suo popolo e per tutta l'umanità.
Celebrando la Pasqua l'ebreo collabora con Dio nella redenzione del mondo.


ConigliettoLa Pasqua Ebraica è legata al simbolo religioso e storico che si trova nel capitolo dodici dell'Esodo, in cui si racconta la migrazione dall'Egitto con Mosè. Ciascuna famiglia immolò un capo di bestiame piccolo, come ad esempio un agnello, una pecora o una capra senza alcun difetto, di un solo anno di età, e che riuscisse a bagnare con il sangue gli stipiti e il frontone delle porte delle case. Ogni membro della famiglia dovevano mangiare in piedi, con un bastone in mano, pronti per andare via dall'Egitto, in attesa della chiamata da parte dell'angelo di Dio, che sarebbe arrivato per uccidere tutti i primogeniti egiziani, risparmiando invece quelli ebrei le cui abitazioni erano appunto state contraddistinte con il sangue. Il popolo egiziano però mise pressione agli Ebrei e li spinse a partire molto in fretta, questi ultimi furono quindi costretti a portarsi dietro la pasta per il pane non ancora lievitata, cioè il pane azzimo. Il significato della pasqua ebraica è dunque rappresentato dalla veglia che il popolo ogni anno ripete durante la notte, per ringraziare Dio che vegliò quella notte famosa e riuscì dunque a portare in salvo il suo popolo. L'eucarestia secondo il Vangelo è stata introdotta durante una celebrazione pasquale. Con il passare degli anni il rituale della Pasqua è rimasto sostanzialmente invariato e viene celebrato dagli Ebrei con la massima solennità e per la durata di sette giorni.

Pesach zeman charutenu” «Pasqua tempo della nostra liberazione». Così i nostri fratelli ebrei chiamano la festa centrale del loro ciclo liturgico, una festa nata a causa di una fuga. Il libro dell’Esodo (capitoli 12, 13 e 14) descrive bene i momenti che precedono e seguono l’episodio dell’uscita, una fuga che Dio trasforma in vittoria. La “notte” della traversata del mar Rosso verso la terra Promessa costituisce l’evento attraverso cui il Signore forma il popolo d’Israele. E proprio durante questo pellegrinaggio verso Canaan riceveranno il dono per eccellenza la Torah (Il Pentateuco), sigillo del patto stipulato con il Signore. Quindi se è vero che in questa notte nasce l’identità del popolo, è altrettanto vero che, solo accogliendo la Torah, Israele diviene completamente libero per poter servire il suo Dio nella terra ricevuta in dono.

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